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Bussento

 

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COMUNITA' DEL BUSSENTO - GOLFO DI POLICASTRO

La Comunità Montana del Bussento, ubicata all'estremo sud della Campania, è delimitata dal bacino idrografico del Bussento, dai monti Centaurino e Carbone, nonché dalla fascia costiera del Golfo di Policastro. "Un armonioso disegno del mare, sulle cui coste e colline una mano generosa ha lasciato cadere una pioggia di perle". Questa descrizione è una delle tante attestazioni che giustamente esaltano la bellezza di questa zona, indubbiamente fra le più suggestive del Cilento e non solo. Chi visita quest'area non potrà che rimanere affascinato dal suo incantevole mare, dai suoi piccoli quanto suggestivi borghi medievali nei quali le memorie storiche sono presenti in ogni angolo, e dalla natura ancora del tutto incontaminata. In questa terra dai forti contrasti e dall'incomparabile bellezza, il visitatore si lascerà condurre attraverso un itinerario ove storia, natura e arte si confondono continuamente. Anche gli estimatori della buona cucina qui troveranno gustose specialità gastronomiche: fra i primi piatti, pasta fatta in casa, soprattutto cavatielli, ravioli, fusilli e gnocchi, oltre alla polenta. Altre specialità alimentari sono: insaccati, ortaggi, asparagi, cereali, funghi e legumi; famosa è la "cimardola", piatto a base di ortaggi (pomodori, melenzane, zucchine e patate conditi con olio e sale. Particolarmente rinomati sono i fichi secchi, uno dei prodotti più rappresentativi del Bussento, preparati in vari modi. Fra i dolci: zeppole fritte con il miele, gli struffoli e una serie di torte le cui ricette si tramandano da madre a figlia.


Da vedere:

Policastro
Sito di interesse archeologico
Il Golfo di Policastro si estende tra la Punta degli Infreschi (Parco Marino) fino all´Isola di Dino in Calabria. Le acque sono limpide e tra le più pulite d´Italia. Tante spiagge lungo il Golfo, nel tratto cilentano, ottengono ogni anno la bandiera blu della CE per la qualità delle acque. La costa si presenta con degli scogli imposanti con grotte marine e spiaggetta da raggiungere solo in barca. Si trovano anche lunghe spiagge con sabbia e ciottole. I posti più conosciuti sono: Scario, Policastro, Villammare, Sapri, Acquafredda, Maratea, e nel tratto calabrese: Praia a Mare, Scalea. Una barca-navetta collega Scario con le spiaggette lunga la costa degli Infreschi. Da Sapri si offrono gite in barca lungo la costa di Maratea. Dalla statua del Redentore a Maratea si apre tutto il panorama mozzafiato sul Golfo.

Sapri - La Baia di Sapri
Racchiusa com'è nel più ampio Golfo di Policastro, la Baia di Sapri è la più calma e temperata

Sapri - S. Croce
Sito di interesse archeologico
 
Maratea  - Info Storia
Il toponimo di Maratea sembra essere stato coniato dai coloni greci stanziatisi lungo il Golfo di Policastro all'epoca della Magna Grecia, per evocare la famosa città greca di Maratona. Secondo un'altra ipotesi, il nome di Maratea deriverebbe da Thea Maris, cioè Dea del Mare.

L'abitato di Maratea è sovrastato da Monte San Biagio, sulla cui vetta si erge la Statua del Redentore, seconda per dimensioni soltanto a quella di Rio de Janeiro.
 
Morigerati
Paese Albergo

 

Trekking tra cascate, grotte e laghetti sul fiume Bussento (oasi WWF)

Dalle viscere della montagna, ricoperta da una lussureggiante vegetazione, risorge da una imponente grotta, dopo un lungo cammino sotterraneo, il fiume Bussento, tra alti e scoscesi canyon. Da qui inizia una mulattiera che sale su per circa 1 km e mezzo, fino a raggiungere il centro abitato di Morigerati, ameno ed antico paesino adagiato su una montagna della dorsale del Monte Cervati, la più alta vetta appenninica della Campania (1.898 m.). Dall’altro lato della montagna di Morigerati il fiume Bussento è inghiottito dalle rocce carsiche e scompare in un cunicolo, lasciando immaginare chissà quali paesaggi sotterranei tra sifoni, cascate, rapide e laghetti racchiusi dall’imponenza delle rocce calcaree.
L’ingresso del fiume nelle viscere della montagna è stato esplorato per circa 800 metri da speleologi pugliesi che si sono dovuti arrestare di fronte ad un sifone riempito dall’irruente corrente del fiume sotterraneo, ostacolo insuperabile; l’uscita del fiume dalla montagna è stata esplorata per circa 500 metri, fino ad una cascata alta 8 metri, anche in questo caso ostacolo insuperabile. Presso l’inghiottitoio, analogamente al lato opposto, è possibile scendere giù per circa 1 km e mezzo dalla strada di montagna che attraversa il Comune di Caselle in Pittari, lungo un sentiero ancora più scosceso e selvaggio, tanto da far desistere dall’impresa una persona poco allenata o in non perfetta forma fisica. In poche parole, due belle scarpinate degne di essere chiamate escursioni di trekking. Ma soprattutto alla risorgenza del fiume, laddove il sentiero è meno severo pur rimanendo una mulattiera erta in più punti, il paesaggio e la natura che sono li ad aspettarti sono semplicemente da favola.
La fatica della discesa ed il pensiero di ciò che ti aspetta per risalire lasciano subito il posto all’entusiasmo di esplorare il corso del fiume, le tante cascatine, le sorgenti di acqua cristallina ed i piccoli laghetti che, impreziositi dal mulino seicentesco, da cui sgorga imponente una cascata d’acqua sorgiva, ti fanno sentire parte di un paesaggio fiabesco, dal sapore antico e rurale, selvaggio ma accogliente, austero ma morbido nei colori e negli odori. E ti capita ancora oggi di vedere un contadino che lavora la terra aiutato da un mulo che ogni tanto fa sentire il suo raglio, instancabile ed indispensabile compagno di lavoro. Il mulino sta li a testimoniare la presenza e l’attività dell’uomo, che fino agli anni 60 vi ha lavorato producendo e trasportando, su per la mulattiera, grano e farina.

 
Su, all’inizio del percorso naturalistico di quest’oasi wwf, la guardia ambientale Demetria, che lavora in tale veste dal 1995, anno di istituzione dell’oasi, e l’anziana “zia Antonietta” classe 1924, sua “collaboratrice” volontaria, ci hanno spiegato, al ritorno dall’escursione, che oltre al grano ed alla farina si trasportava anche il carbone. In particolare le donne mettevano sulla testa dei foulard arrotolati, sopra i quali venivano caricate diverse decine di Kg di farina o carbone ed il compenso giornaliero, negli anni 50, ammontava a circa 300 Lire. Il mulino ad acqua fu dismesso nei primi anni 60 sia per il sopraggiungere di nuove tecniche di macinazione del grano (mulini a motore) sia a causa della forte emigrazione degli abitanti del luogo verso l’America. La stessa “zia Antonietta” emigrò in Brasile, a Belo Horizonte, dove, lavorando come governante presso una ricca famiglia, guadagnò per due anni e mezzo circa 80.000 Lire mensili.
Ma torniamo al paesaggio laggiù ai fianchi del letto del fiume Bussento, tra il verde della superba vegetazione, lo scintillio degli specchi d’acqua ed il fruscio delle rapide e delle cascate che s’intrufolano tra le pietre bianche ed arrotondate; una sosta prolungata nei pressi del mulino e delle sorgenti è vivamente raccomandata, ritemprando il corpo e lo spirito del turista che, vivendo nelle moderne città caotiche e rumorose, ritrova qui il silenzioso e rilassante rumore della natura, i morbidi ed antichi colori della selvaggia ma accogliente vegetazione e la purezza di un ambiente incontaminato.
Dopo aver goduto di questo ben di Dio, ci si rimette in marcia per un ulteriore sforzo di circa 700 – 800 metri di cammino, lungo un sentiero che conduce alla grande grotta da cui risorge il fiume Bussento che torna a mostrarsi in tutta la sua prorompente bellezza agli occhi umani. La grotta è surreale, frastagliata da canyon in basso e da formazioni calcaree tipo stalattiti in alto, sotto la volta calcarea. Ai lati della grotta altri rami del fiume Bussento disegnano, con la collaborazione della flora e della fauna locale, paesaggi di una bellezza mozzafiato, difficilmente descrivibile a parole. Anche i tanti ponticelli di legno costruiti dall’uomo per attraversare il corso del fiume si integrano con armonia rendendo il luogo ancora più attraente. Demetria, la guardia wwf dell’oasi, ci ha detto che nonostante la bellezza dei luoghi, c’è ancora gente, poco sensibile, che lascia il segno vandalico del suo passaggio, rompendo tegole sul tetto dell’antico mulino, sfondando assi di legno dei ponticelli o, addirittura rubando rubinetti dalle fontane poste in alcuni punti del sentiero per dissetare il turista durante il tragitto. Incivili e superficiali persone: come si fa ad essere così insensibili, com’è possibile che anche di fronte a tanta bellezza creata dalla natura ci siano uomini capaci di offendere doni così preziosi.
Non so perché ma pensando a tali barbarie mi torna in mente la nobile e affascinante sagoma del grande ramarro verde smeraldo incontrato per strada che, insieme agli amici del gruppo, abbiamo osservato a lungo, ammirati dalla sua superba e delicata bellezza. Ci è sembrato un re incontrastato del luogo che ammira benevolo il suo habitat, dominandolo ma rispettandolo al tempo stesso.
Al termine della bella giornata trascorsa in mezzo a queste montagne attraversate dal fiume Bussento, nel territorio intermedio tra Caselle in Pittari e Morigerati, con sullo sfondo l’imponente sagoma ancora innevata del Monte Cervati, sentinella attenta di tutto il territorio cilentano, non ci resta che augurare a Demetria, a zia Antonietta ed al regale ramarro, verde smeraldo, la compagnia di tanti turisti amanti della natura e rispettosi dell’ambiente, soprattutto in occasione del 30 aprile, giornata mondiale del wwf, durante la quale tutte le oasi naturalistiche saranno aperte gratuitamente e sarà anche possibile associarsi al wwf ottenendo il 50% di sconto. In particolare rivolgiamo la nostra attenzione alle scolaresche che Demetria accoglie ed accompagna nell’esplorazione dell’oasi, rivolgendo loro l’invito di ammirare la natura rispettandone la prorompente ma al tempo stesso delicata bellezza.
Info utili: Si tratta di un ambiente ipogeo fluviale, tra gole e valle fluviale. La vegetazione in fondo alle gole, infatti, è caratterizzata dalla presenza di muschi e felci e da arbusti di ontano e salice. In alto sul vallone a nord-ovest, il bosco è composto da leccio, roverella, frassino, carpino, mentre sul versante opposto predomina la macchia mediterranea, composta da euforbia arborea, lentisco. Fauna: nelle acque limpide del fiume Bussento sono presenti trote, gambero di fiume, granchio di fiume e si possono individuare i segni del passaggio della lontra. Nel bosco di leccio si possono incontrare invece le tracce di mammiferi altrettanto elusivi quali istrice, gatto selvatico, lupo. Tra gli uccelli spiccano i rapaci: gheppio, astore, nibbio bruno, nibbio reale e l'altrettanto imponente corvo reale.

Info: http://it.wikipedia.org/wiki/Bussento

 


 

Prodotti Tipici Della Zona

Olio extra-vergine d'oliva I vini salernitani Il caciocavallo silano


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Mulino Vecchio a Morigerati -Oasi WWF Sapri_SantaCroce Le Grotte di Morigerati Il Golfo di Policastro Il castello di Policastro La Spiaggia del Golfo di Policastro Particolare del Golfo di Policastro Il Golfo di Policastro La statua del Cristo redentore -  Maratea_GolfoPolicastro Il mare di Maratea