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Calore Salernitano

 

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CALORE SALERNITANO

La Comunità Montana Calore Salernitano è una della comunità più grandi della Regione Campania. L'estensione complessiva della Comunità è di circa 60.000  ettari, di cui circa 50.000 ricadenti in zona montana. Questa area prende il nome dal fiume Calore che nasce dalle pendici del monte Cervati e attraversa il territorio di molti comuni del comprensorio. Il suo corso fino al comune di Roccadaspide è tortuoso e spettacolare, per poi divenire più lento e regolare e immettersi, infine, dopo circa 63 Km di percorso, nel fiume Sele. Il territorio e le caratteristiche geografiche di questa zona sono piuttosto varie, si passa infatti dalla fertile pianura di Capaccio-Paestum, alle ricche colline di uliveti e vigneti di Castel San Lorenzo, passando per i contrafforti montuosi di Roccadaspide, con i suoi famosissimi castagneti, per giungere ai circa 1900 metti del monte Cervati, la vetta più alta della Campania, senza dimenticare le estese zone collinari. Visitare questa comunità montana significa immergersi in una dimensione dove natura, arte, tradizioni e storia si fondono in un mirabile connubio. Particolarmente gustosa la gastronomia, in grado di soddisfare anche i palati più esigenti. I piatti sono preparati secondo le ricette della dieta mediterranea: fusilli e cavatelli conditi con sughi a base di carne, gnocchi al sugo di asparagi, linguine con cime di rapa. Fra i secondi piatti sono da segnalare: la frittata ortolana, carne di cinghiale e lepre alla griglia, arrosti. Inoltre si possono gustare ben undici tipi di dolci, naturalmente a base di castagne.

A Felitto, in un angolo di paradiso, tra le gole del fiume Calore.A Felitto, in un angolo di paradiso, tra le gole del fiume Calore.

gole calore salerno

Escursione di trekking per i membri dell'Associazione Culturale "Remtec", guidati dai soci della Pro Loco di Felitto. Oltre alla passeggiata lungo il fiume Calore è stata molto interessante anche la visita al centro storico ed al Museo della Civiltà Contadina.
Giovedì 1 maggio 2008 i soci dell'Associazione Culturale Remtec, insieme ad alcuni amici, hanno visitato il Comune di Felitto, in Provincia di Salerno, fruendo delle guide locali, Carmela Ventre e Mario Rizzo, messe a disposizione dalla Pro Loco presieduta da Giuseppina Di Stasio. Nel corso della mattina si è svolta l'escursione di trekking lungo le gole del fiume Calore. Lo spettacolo naturalistico e le bellezze paesaggistiche hanno affascinato i partecipanti all'escursione. Bellissime le cascate e le rapide del corso d'acqua, semi nascoste dalla folta e lussureggiante vegetazione. Una breve sosta all'altezza della famosa grotta di Bernardo, nome di un antico brigante che secondo la leggenda l’avrebbe abitata, per poi proseguire in direzione di Magliano passando per il ponte di Pretatetta che è un ponte naturale costituito da due enormi blocchi di calcare franati dalle pendici ripidissime della valle, che in questo tratto è uno strettissimo budello, per poi raggiungere, alla fine del percorso, il ponte medioevale di Magliano. Nel pomeriggio, dopo la meritata pausa pranzo,presso la Trattoria Remolino, nell'omonima oasi, a base di fusilli felittesi, salsicce e carne locale, annaffiati da un ottimo vino rosso cilentano, visita guidata nel centro storico di Felitto dove è possibile ammirare il palazzo nobiliare detto "la casa delle cento stanze", il castello con le torri, la "casa araba" risalente al XII secolo e la Chiesa madre di S. Maria dell'Assunta, risalente al XIII Secolo. Interessante è stata anche la visita al Museo della civiltà contadina, in pieno centro storico. Nelle varie stanze è stato ricostruito l'aspetto degli ambienti domestici, dalla cucina alla stanza da letto, servendosi di oggetti ed arredi originali, recuperati dalle abitazioni del centro storico e del territorio. Numerosi sono, inoltre, gli attrezzi e gli arnesi che riportano alla memoria le botteghe degli artigiani ed il lavoro dei campi. Per prenotare un visita guidata eccovi i recapiti utili: Pro loco via Roma tel. 0828/945649 - 945523 - 348/6100281 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

gole calore salerno

Lungo il percorso, a partire dal ponte di Felitto, su entrambe le sponde del fiume, sono numerose le cosiddette marmitte dei giganti. Il nome è senza dubbio appropriato se si pensa che alcune di esse hanno la circonferenza di alcuni metri e una capacità di parecchi litri. In questo tratto di Calore sprofonda in una forra molto stretta, scavata in una roccia calcarea dura e compatta ed il letto è ingombro di ciottoli e massi di grandi dimensioni, anche di qualche decina di metri cubi: tali condizioni, unite al profilo accentuato del letto fluviale, generano movimenti vorticosi, coinvolgendo anche sabbia, ghiaia, ciottoli che con la loro azione abrasiva scavano la roccia e con un lavorio che si protrae per moltissimo tempo, formano delle grandi scodelle, le marmitte dei giganti veri e propri vortici pietrificati. A corredo dell'articolo pubblichiamo alcune foto scattate dai soci durante il percorso.
Gole del Fiume Calore. Le gole strette e profonde formate lungo il corso del fiume Calore, da Felitto a Magliano Vetere, sono oggi un’area protetta, classificata dall’Unione Europea come sito di interesse comunitario (SIC). Tale oasi è gestita dal wwf in accordo con il comune di Felitto. Il fiume Calore e l’ambiente che lo circonda è sicuramente l’attrattiva naturalistica principale. Dal bosco della Farneta alla diga in località Remolino, dai suggestivi tracciati intorno alle Gole al ponte di Pietra Tetta, la scelta è ampia. Un ambiente assolutamente selvaggio, con aspetti naturalistici interessanti dal punto di vista geologico, botanico e faunistico.

centro storico felitto

Felitto. Arroccato paesino (286 mt. s.l.m.) che si erge sul colle calcareo della rupe di San Nicola, naturale baluardo sulla stretta gola ove scorrono le acque del fiume Calore, l’abitato domina a strapiombo la valle fluviale. Lungo le sue ripide e lastricate stradine, racchiuse tra i bastioni della vecchia cinta muraria come ogni paese di impronta medievale, sono ancora possibili scorgere i resti di antichi portali in pietra, segno distintivi delle case delle famiglie più agiate, che restituiscono angoli suggestivi ricchi di antiche memorie; qui dove natura e storia si alternano in suggestive architetture, colori e profumi. Da visitare: la cappella della Madonna del Rosario; l’antico ponte medioevale in pietra sul fiume Calore; la Chiesa di S. Maria Assunta col suo maestoso campanile (40 mt.); il castello feudale con un Torrione di 25 metri; un’abitazione in puro stile arabo; la pietra “chiatta” in piazza De Augustinis, sulla quale sedeva nudo chi non pagava i debiti; il Santuario della Madonna di Costantinopoli. Il centro visite è situato presso il comune, mentre in località Remolino, si trovano l’area attrezzata per la sosta ed i sentieri.
 
 
Percorsi di trekking.
Lunghezza circa 8 Km (andata e ritorno) Tempo di percorrenza 4 –5 ore Dislivello Tranne alcuni tratti, il sentiero si trova alla stessa quota. Quota massima 700 mt Periodo consigliato primavera - autunno Difficoltà media Equipaggiamento Scarpe da trekking, borraccia, maglioncino, binocolo, macchina fotografica.

felitto

Felitto non è un posto qualsiasi. Qui la natura lascia il segno, così come la sua cultura dell’ospitalità e dell’accoglienza. Felitto offre uno tra i paesaggi più suggestivi e spettacolari dell'intero Cilento.Il corso delle argentee acque fluviali del Calore, che si incunea nei pressi dell'abitato che vi accoglie con fierezza austera dall'alto del suo sperone roccioso. Arroccato su di un colle calcareo, detto Rupe di San Nicola, l'abitato domina a strapiombo la valle fluviale. Nelle immediate vicinanze dell'antico ponte medievale che collegava gli abitati di Felitto e Castel San Lorenzo, parte la traccia di un sentiero che penetra subito nel cuore della montagna. E’ uno spettacolo di rara bellezza quello che si apre ai nostri occhi: ambienti assolutamente incontaminati, quasi selvaggi dove il suono delle acque fa da sottofondo ai richiami degli uccelli. Un luogo che rappresenta un naturale bird-wacthing, un luogo che merita di essere vissuto con intensità. Tutt’intorno si profilano le pareti rocciose sulle quali si arrocca l'abitato di Felitto. Spostandosi fuori dell'abitato, una stradina che scende giù, verso destra, conduce dopo poco, alla località Remolino, ove vi è un'area attrezzata per il pic-nic ed una fontana incastonata tra le pietre locali. Questo è il luogo ideale per fare il bagno, per risalire il fiume in canoa o per dedicarsi al trekking in piena libertà.

gole calore

 Da qui parte un itinerario che è quasi obbligato. Giunti a un piccolo sbarramento, una diga posta alla confluenza tra il fiume stesso ed il Fosso Remolino - siamo a 182 m. circa - è possibile ammirare il corso d’acqua “rivestito” di lussureggiante vegetazione.
Poco più avanti sulla sponda di destra parte la traccia di un piccolo sentiero che in breve conduce alla cosiddetta “grotta di Bernardo”, nome di un antico brigante che secondo la leggenda l’avrebbe vissuta. In verità, è consigliabile il cammino opposto a quella che conduce alla citata grotta, oltre la diga lungo la sinistra della gola ove vi è un sentiero abbastanza frequentato che penetra a mezza costa nella natura selvaggia.
In alto, si ergono le articolate creste ammantate di vegetazione boschiva del monte Ceglie (602 m); mentre sulla destra si notano i costoni meridionali dello Scanno del Mezzogiorno (740 m); sono, queste, alture calcaree che nascondendo la gola hanno contribuito nel corso dei secoli a mantenere integre ed intatte le peculiarità dell’ambiente. Qui la natura diviene protagonista assoluta e numerose sono le specie di infiorescenze che s'incontrano lungo il sentiero come l'aglio ursino; la valeriana e l'orchidea provincialis (una specie selvatica). Più avanti la traccia del sentiero quasi impraticabile per via della fitta vegetazione che lo circonda diventa sufficientemente percorribile grazie al tracciato della pista reso evidente da vecchi transiti di animali. Intorno si scorgono le bellissime presenze delle felci e dei pungitopo che si alternano a piante di cristo (bianco e rosso) e di laconito (dai fiori blu). Lungo il sentiero gli osservatori più attenti riescono ad individuare le tracce della faina oppure le zolle di terreno rimosso che sono quelle del cinghiale o, ancora le tane del tasso.

calore

Proseguendo in questa suggestiva vallata, proprio al centro della gola, parte una piccola deviazione (qui il tratto è piuttosto difficoltoso) che scende in basso a destra e conduce al cosiddetto ponte di Pietra Tetta. Qui gigantesche pietre sono franate in epoche remote, remotissime, incastrandosi proprio al centro della gola. Dopo aver visitato il labirinto di Pietra Tetta, si prosegue nella fitta vegetazione del bosco, dove il sole difficilmente riesce a penetrare il folto fogliame. Il leccio giovane alterna all’olmo e alle tortili radici dei tronchi più vecchi, mentre il sottobosco è ricco di bacche di mirto e bulbi di giglio selvatico.
Nel tratto più impervio della gola (274 m) si trovano sulla sinistra gli strapiombi calcarei della Rupe Rossa (798 m), mentre sulla destra si profilano le creste boscose della Costa di Magliano (389 m). Dopo quest'ultimo ed impegnativo passaggio, mentre aumenta la pendenza del sentiero, si sale mantenendosi sempre sulla sinistra (il versante è ripidissimo). Camminando, ci si accorge che all'improvviso la gola termina proprio nel punto di massima impennata; là dove la vegetazione poco alla volta va diradandosi offrendo vedute lungo il suo tratto a monte. Un ultimo sforzo lungo un tratto ghiaioso piuttosto in pendenza ci conduce a ridosso di un sentiero che aggira la Costa di Magliano; dall'alto di questa terrazza panoramica è possibile scorgere, all'opposto imbocco della gola del fiume Calore, l'antico ponte medievale ad arco (schiena d'asino), costruito interamente in pietra tra due lussureggianti sponde fluviali agevolando il collegamento pedonale, per lunghi secoli, tra gli antichi borghi di Magliano e Felitto; sullo sfondo si profila la mole del monte Motola (1700 m).

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