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Valle del Picentino

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LA VALLE DEL PICENTINO

Nell’area si estende il Parco Regionale dei Monti Picentini e comprende la catena montuosa omonima e la più vasta distesa forestale dell'Italia meridionale, oltre al più ricco serbatoio di acqua potabile del Sud, da cui bevono Campania, Puglia e Basilicata. Fenomeni carsici, torrenti incontaminati, 40.000 ettari di faggete (oltre ad altre estese formazioni boschive), lupo, aquila reale, astore, sono solo alcune delle emergenze naturalistiche in esso presenti. Nell’area ricadono le Oasi Wwf del Monte Polveracchio, della Valle della Caccia e dell'Accelica. La regina della produzione agricola dei comuni del Picentino è la Nocciola detta Tonda di Giffoni o nocciola Picentina IGP (Indicazione Geografica Protetta).
Info


Da vedere :


Giffoni Valle Piana

Giffoni Film Festival

Giffoni Valle Piana - Cellara

Sito di interesse archeologico

Giffoni Valle Piana - S.Maria a Vico

Sito di interesse archeologico

Olevano su Tusciano - S.Maria a Corte

E' nota la rilevanza archeologica della loc. S.Maria a Corte, tra Monicelli e la strada per Montecorvino

Pontecagnano Faiano - Foce Picentino

Sito di interesse archeologico


Pontecagnano Faiano - Magazzeno

Sito di interesse archeologico

Pontecagnano Faiano - loc. Stucchiara

Sito di interesse archeologico


Da Fare:


In mountain bike sui Monti Picentini

Molte persone dedicano il pomeriggio del sabato alle attività ludiche, allo shopping oppure alle attività sportive. Il Parco o la palestra sono i luoghi più gettonati per scaricare, con una intensa attività fisica, buona parte delle tensioni accumulate durante la settimana, in ufficio, a scuola o in famiglia.
Sabato scorso, con un amico, atleta e trainer della squadra di rugby di Salerno, siamo saliti in sella alle mountain bike e ci siamo diretti verso le colline di Giffoni Sei Casali per immergerci in quel silenzioso ed integro scenario ambientale, ma anche curiosi di conoscere luoghi, usi e tradizioni locali.
Sapevamo dell’esistenza di quattro percorsi naturalistici, adatti al trekking, a passeggiate a piedi, a cavallo o, appunto, in mountain bike, realizzati nell’anno 2002 da quell’Amministrazione comunale, molto attenta all’ambiente ed impegnata nel valorizzare le bellezze paesaggistiche del comprensorio dei monti Picentini, che presenta molte attrattive turistiche: monumenti, antiche chiese e palazzi nobiliari, floridi noccioleti e castagneti, limpide e fresche sorgenti e corsi d’acqua, folte pinete con aree attrezzate per picnic dove fare delle belle escursioni e gite fuori porta.
La strada che da Fuorni sale in collina e che porta a Capitignano, singolare via naturale che sembra unire mare e monti, uno tra i migliori itinerari turistici salernitani, ti consente di ammirare questo ridente paesino, arroccato sulla collina, preceduto da una grande e rigogliosa pineta; al centro del paese noti subito il grande campanile e la cupola della Chiesa principale, decorata con mosaici, dedicata a San Martino che, insieme a Sant’Anna, proteggono i circa mille abitanti del luogo. Peccato aver scoperto, una volta giunti davanti alla Chiesa, che è chiusa, in quanto inagibile, a causa dei danni infertigli dal terremoto del 1980. Nei pressi della Chiesa abbiamo bevuto da una bellissima fontana del 1780, costruita con materiale lapideo, impreziosita da capitelli ionici, maschere e dalla pavimentazione in pietra.
All’ingresso della pineta abbiamo dato uno sguardo ai cartelli che riportano la mappa dei quattro sentieri naturalistici e danno indicazioni sulle risorse e le opportunità turistiche, sulle tradizioni storiche e culturali, in particolare del Borgo medioevale di Sieti, definito “Paese Albergo” e territorio del “buon vivere”; qui abbiamo trovato ancora traccia di alcune manifestazioni svoltesi di recente, quali: “Rivive il Borgo Antico”; i “Casali da Fiaba”; i week end primaverili e autunnali con mostre d’arte e musiche nelle corti e negli slarghi; il premio nazionale “Nocciola d’Oro”, dedicato alla famosa nocciola tonda dei picentini.
Abbiamo letto anche che la popolazione stessa, oltre all’Amministrazione Comunale, è impegnata in prima persona a realizzare un sistema di accoglienza e di permanenza sia nel caratteristico borgo di Sieti che negli altri sei centri storici dei casali; è già attivo, infatti, un vero e proprio sistema di Bed & Breakfast, con circa un centinaio di posti letto, coordinato dall’Associazione “Dolci Casali”.
Fatto il pieno d’informazioni turistiche, ci siamo avviati per il sentiero sterrato, in alcuni tratti piuttosto erto, lungo circa3,5 Km, che dalla pineta di Capitignano conduce fino alla località “Capo d’acqua”, nome derivato dalla sorgente d’acqua che sgorga dalle rocce, usata anche per abbeverare le mandrie di bovini che transitano nella Frazione di Sieti Alto.
Il sentiero attraversa monti ricoperti da una fitta vegetazione di piante autoctone quali, noci, nocciole, castagni, mele annurche, lecci e più in alto da boschi ceduli dove raccogliere funghi porcini, chiodini, asparagi, fragoline di bosco, origano ed altre erbe officinali, tra cui, il finocchietto selvatico.
Il percorso presenta molti punti informativi sul tipo di vegetazione e sulla fauna, composta da volpi, ricci, tassi, lepri, martore, donnole, cinghiali, falchi, cuculi, picchi, poiane e la salamandra con gli occhiali. A dire il vero, un tipo di animale che ci ha fatto sentire la sua indesiderata presenza, non era indicato nei cartelli; ad un certo punto del tragitto, infatti, quattro cani, dal cortile di una “masseria” ci hanno visti passare ed abbaiando a più non posso ci hanno inseguiti minacciosi, tanto che siamo stati costretti a scendere dalle bici ed a farcene scudo per difenderci dagli aggressori che ringhiavano contro di noi mostrandoci i loro aguzzi canini.
Grazie anche all’intervento dei “massari”, che li hanno calmati e riportati alla ragione, abbiamo scampato il pericolo e siamo ripartiti per fare, subito dopo, una breve sosta su una delle panchine che ogni tanto si trovano sul percorso, al fine di tirare il fiato e riprenderci dallo spavento. Anche in altri punti del tragitto abbiamo udito provenire dalle fattorie e dai terreni circostanti latrati poco rassicuranti e questo, forse, è un piccolo problema che andrebbe risolto; sono stati creati dei sentieri turistici e sarebbe, quindi, opportuno tenere a bada questi fedeli ma, a quanto pare, permalosi amici dell’uomo.
Dopo circa 40 minuti siamo giunti al termine del sentiero, nei pressi della sorgente, dove abbiamo bevuto un’ottima acqua, freddissima e leggera, che abbiamo anche versato sui nostri visi, sudati e tirati dalla fatica.
Abbiamo quindi raggiunto la piazzetta centrale di Sieti Alto, dove ci siamo concessi una gradevole pausa, sorseggiando una tazza di caffè, offertaci gentilmente dal titolare del Bar, a conferma della grande ospitalità della gente di questo ameno paesino medioevale, dove il tempo sembra essersi fermato e dove è possibile osservare una natura incontaminata, impreziosita da mille profumi, ed edifici storici quali: l’antica struttura di una torre normanna dei Viscido del sec. XI; Chiese del XII sec.; Affreschi del XIII sec.; palazzi nobiliari dal XIII al XVIII sec.; le attraenti alcove di palazzo Pennasilico, XVI sec., ed il Santuario dedicato a Maria Santissima del Paradiso, in conseguenza di una miracolosa lacrimazione di sangue avvenuta nel 1480. Un'altro paradiso per il turismo in provincia di Salerno.
Prima di ripartire abbiamo familiarizzato con alcuni abitanti del luogo che ci hanno illustrato i prodotti tipicidei Picentini, sottolineando la prelibata bontà dei calzoncelli di natale con ripieno di castagne e cioccolato, del castagnaccio e delle pesche di pastafrolla alle due creme; parlando poi delle pietanze più sostanziose ci hanno deliziato l’udito parlandoci di antipasto di carciofi alle noci, ravioli con crema di castagne, cinghiale con papaccelle e vari piatti a base di lumache, una specialità del luogo.
Dopo aver ascoltato qualche racconto di fantastiche raccolte di funghi porcini e monete, abbiamo salutato i presenti, siamo risaliti in sella alle nostre bici ed abbiamo imboccato un altro sentiero attrezzato che da Sieti conduce a valle, nella Frazione di Prepezzano; la zona alta del percorso è caratterizzata da un grande uliveto che si attraversa fino a giungere ad una biforcazione, al centro della quale c’è una bella edicola votiva di maiolica, dedicata alla Madonna. Scendendo per uno dei due tragitti, si percorrono numerosi tornanti, che attraversano rigogliosi castagneti; anche qui il sentiero è scosceso e sterrato e dopo circa due chilometri e mezzo, percorsi in trenta minuti, si giunge a Prepezzano, costeggiando un piccolo fiumiciattolo che nasce proprio su quei monti.
Si giunge così alla piazza principale del paesino, dove si erge imponente una delle più grandi Chiese dell’intero territorio provinciale salernitano, la Chiesa di S. Nicola, seconda come grandezza solo al Duomo di Salerno, anch’essa chiusa dal terremoto del 1980, ma in fase di ristrutturazione; al centro della Piazza abbiamo visto una bella fontana, di forma circolare, dove ci siamo nuovamente dissetati per poi riprendere il cammino verso casa.
Ritornati a Salerno, dopo aver percorso in totale circa 40 Km, la fatica si è fatta sentire ed abbiamo avvertito il bisogno di una doccia corroborante ed una lauta cena, durante la quale il pensiero è andato alle prelibatezze culinarie dei picentini, che sicuramente avremo modo, prima o poi, di andare a gustare, insieme a familiari ed amici, in un tipico ristorante del luogo, anche per condividere, con altre persone a noi care, le bellezze paesaggistiche e la natura incontaminata di questi luoghi, a giusta ragione definiti del “buon vivere”.

 


 

Prodotti Tipici Della Zona

 


Museo

 

Museo Archeologico Nazionale Agro Picentino