Come funzionano i taxi in Italia
In Italia il taxi costituisce un mezzo di trasporto pubblico non di linea e per questo è strettamente regolato dalle legge 21 del 1991. Per diventare tassisti bisogna avere un particolare tipo di patente, superare un esame ed iscriversi a un albo presso la propria Camera di Commercio. Il passaggio più difficile però è quello successivo: acquistare la licenza necessaria ad esercitare la professione. Le licenze sono concesse dai comuni, sulla base di regolamenti stabiliti a livello regionale, ma i concorsi per assegnarne di nuove sono rarissimi. In alcune grandi città sono decenni che il numero di licenze rimane stabile e i loro proprietari le rivendono privatamente e spesso a prezzi altissimi quando decidono di andare in pensione o cambiare lavoro. Tenere basso il numero di licenze è quindi il modo principale che la categoria ha per difendere i propri interessi: meno taxi ci sono, più lavoro avrà ogni singolo tassista e più varranno le licenze quando sarà il momento di venderle.

Ogni tassista è proprietario, oltre che della licenza, anche dell’autovettura. La legge non consente di detenere più di una licenza, ma permette che, per alcuni turni, il taxi venga guidato da un sostituto del titolare della licenza. I tassisti quindi non sono dipendenti, ma artigiani o piccoli imprenditori che possono associarsi in cooperative. I conducenti di NCC, invece, sono sottoposti a minori regole e controlli e non devono acquistare costose licenze per esercitare la loro attività. Per queste ragioni, i tassisti ritengono la loro una concorrenza sleale: offrono in teoria lo stesso servizio, o uno molto simile, ma con un carico di adempimenti molto inferiore.

Spesso i tassisti si iscrivono a un servizio di radiotaxi, cioè una centrale che smista le chiamate di persone che hanno bisogno di essere trasportate ai singoli tassisti. È un servizio in genere molto frammentato: a Milano, ad esempio, ci sono tre centrali radiotaxi, ognuna con il suo numero di telefono che è necessario chiamare per avere un taxi. Significa che ogni volta che chiamate un taxi non avete a disposizione l’intera flotta cittadina, ma soltanto i taxi iscritti a quel particolare radiotaxi. Se vi dicono di aspettare dieci minuti, quindi, potrebbe benissimo esserci un taxi iscritto a un altro servizio molto più vicino, ma che non potete contattare a meno di passare in rassegna tutte le centrali taxi.

Che il servizio dei taxi sia servizio particolarmente comodo per gli utenti è una cosa riconosciuta da molti, soprattutto dopo la diffusione di app come quella di itTaxi, che permette di prenotare un taxi in pochi secondi e senza passare diversi minuti al telefono con un centralino. Questo nuovo tipo di concorrenza ha portato ad alcuni tentativi di ammodernamento anche tra i servizi di taxi in Italia, ma le cose stanno andando molto lentamente.

Radio Taxi Salerno è in continua evoluzione per offrire un servizio all’avanguardia e con il minor tempo di attesa per il cliente (compatibilmente con il traffico urbano).

AFFIDARSI AD UN RADIOTAXI E’, PERTANTO, IL MIGLIOR MODO PER ESSERE SICURI DI UN SERVIZIO ALL’AVANGUARDIA E CON LE PIU’ RECENTI TECNOLOGIE.